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Vino e dintorni
NOVITA'!!!
ESCLUSIVO/ IL TESTO DEL DECRETO SUL FEDERALISMO
Sabato 09.10.2010 09:57
DECRETO LEGISLATIVO IN MATERIA DI AUTONOMIA DI ENTRATA DELLE REGIONI A STATUTO ORDINARIO E DELLE PROVINCE NONCHE'DI DETERMINAZIONE DEI COSTI E DEI FABBISOGNI STANDARD NEL SETTORE SANITARIO.
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Novità. L’8 dicembre arriva “Già”, il vino nuovo non-novello di Fontanafredda. Un’altra pensata (bella) di Mr Eataly.
Leggi l'articolo del 1/12/2010 di Filippo Larganà
Basta silenzio!!
La crisi del vino in Piemonte
Il momento difficile che vive il mondo ed in particolare l'Italia con i Paesi che sono stati i nostri partner commerciali più importanti, nell'Astigiano si somma alla crisi che il comparto vinicolo sta vivendo. Si tratta di problematiche che, mai seriamente affrontate, arrivano da lontano: dal 1958 l'On. Antonio Giolitti cominciò a parlare, inascoltato, di "pianificazione"del settore. Da allora evidentemente è stato fatto troppo poco. Non sta a noi indicare colpevoli, ma, evidentemente qualcosa non ha funzionato e continua a lasciare poche speranze visto che i palliativi della distillazione (e dei controlli che stanno esasperando i viticoltori) sono solo pannicelli caldi su un moribondo.( Leggi qui....) .
E sì che, a partire dagli anni '70 i rilievi e le statistiche in proposito parlavano chiaro. Bastava leggerle e poi avere il coraggio civile di dire la verità anche se scomoda per tutti. Notiamo che anche oggi viene sottaciuta: porterebbe via troppi voti e salterebbero troppe poltrone. Non sarebbe accettata sopratutto da quel sottobosco di personaggi che gravitano border-line al settore e nemmeno dagli agricoltori ormai veramente stufi di burocrazia e di servizi che reputano inutili sovrapposizioni di altri servizi (o esasperanti disservizi).
In provincia di Asti con il comparto industriale andato a catafascio, il commercio agonizzante, l'artigianato che sopravvive a stento, la viticoltura senza futuro ed i nostri scarsissimi giovani che hanno lavori precari o, peggio, si arrabattano con le pensioni dei nonni, coi nostri paesi sempre più vuoti c'è davvero da domandarsi "ma quale futuro"??