www.iltafano.it

Vai ai contenuti

Menu principale:

Unesco

L' astigiano

Si parla dell'Unesco dal secolo scorso: l'idea nacque a Canelli dove le cantine delle più prestigiose ditte produttrici di spumanti sono veramente delle "Cattedrali sotterranee" meritevoli di essere considerate "Patrimonio dell'umanità".
L'idea di chiedere all'Unesco l'inserimento delle cantine canellesi si è poi "allargata" al territorio di Langa e Monferrato e nel 2002 è stata istituita una commissione incaricata di studiare il problema.
Dopo 10 anni di gestazione lo scorso 20011 finalmente la domanda è stata presentata a San Pietroburgo dove l'Unesco ha sede. Successivamente sono arrivati in zona gli Ispettori preposti a dare la loro valutazione. Intorno alla vicenda è stato fatto un grande clamore, ad Asti è stata fatta una pubblicazione che i politici in primis hanno utilizzato per manifestare il loro entusiasmo e, ovviamente, prendersi la loro parte di "merito".
In teoria l'iscrizione all'Unesco dovrebbe dare un grande impulso al turismo in queste zone: in seguito vedremo come non sia esattamente la promozione il compito di questo organismo.
Apprendiamo in questi giorni che, vista la domanda, l'Unesco pone una serie di condizioni prima di accoglierla. Quali esse siano non è dato saperlo con esattezza ma presumiamo abbiano origine dalle caratteristiche della zona dove accanto a paesaggi "da cartolina" convivono fondovalle pieni di capannoni degni di qualsiasi periferia industriale .

Riconoscimento Unesco rimandato a nuovo esame. Il presentimento era già nell’aria, ma è stata una comunicazione ufficiale diffusa dal vicepresidente  della Regione Ugo Cavallera a porre fine, con una quarantina di giorni d’anticipo, alla trepidante attesa sull’esito della candidatura. Il verdetto era programmato per il 25 giugno, quando a San Pietroburgo la riunione dell’assemblea generale dell’Unesco deciderà quali delle 33 domande presentate saranno accolte e potranno ottenere il riconoscimento mondiale a Patrimonio dell’Umanità. Invece, per i Paesaggi vinicoli di Langhe Roero e Monferrato è tutto rinviato,
si spera per il prossimo anno. La certezza è di non esser stati esclusi dalle candidature. Come dichiara Cavallera nel comunicato «l’Icomos, organo tecnico incaricato dall’Unesco per l’analisi del dossier di candidatura, riconosce il valore universale dei paesaggi vitivinicoli come certo». Ma c’è un ma: «E’ consuetudine nelle procedure di candidatura richiedere approfondimenti finalizzati alla continuazione del processo valutativo. Pertanto il gruppo di
lavoro costituito da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Asti e Cuneo, Associazione Patrimonio dei Paesaggi
Vitivinicoli e Siti, sta valutando le strategie da adottare per ottenere il riconoscimento ufficiale dell’Unesco». Insomma, si tratterebbe di una questione di
dettagli, anche se i ben informati sostengono che le uniche a passare l’esame siano state le aree di Barolo e Barbaresco, mentre per le altre «core zone»
ci sarebbe lavorare sulla «unicità» che finora non sarebbe emersa.E una prima stoccata in questo senso arriva da Oscar Bielli, ex sindaco di Canelli e capogruppo Pdl in Consiglio comunale: «Chi è pagato per tutelare il territorio dell’Asti Spumante dovrebbe andare a rileggere cosa c’è scritto nel documento ufficialedi candidatura».  
"La Stampa" del 18-Maggio-2012

Un vecchio proverbio recita "Mai vendere la pelle dell'orso prima di..." Evidentemente questo proverbio non era noto ai funzionari qui fotografati al Salone del libro di Torino ripresi mentre brindavano al successo ...ottenuto. La foto è sempre de "La Stampa" del 18 Maggio 2012.

Unesco: di cosa si tratta:

Torna ai contenuti | Torna al menu