Menu principale:
Mah...vedete voi dato che non ho nulla di speciale da dire nè meriti particolari da vantare.
Se mi rifaccio ai necrologi, dato che chi muore ha sempre meriti straordinari, probabilmente sarò eterno.
Come sesso indico sempre maschio, in realtà ho esercitato poco ma ancora ci tengo.
Abito a Boglietto di Costigliole sul confine tra Langa e Monferrato. Di piemontesità qui c'è ormai poco e non serve dare la colpa agli immigrati: qui domina una congrega di arricchiti maleducati, pieni di sè, tuttologi, rompicoglioni e la cui ragione è sempre "piena ed assoluta". Sono dediti a fare denaro, comprano case in ogni dove, non hanno mai preso un libro in mano, a malapena sanno compilare un assegno, non hanno mai regalato un fiore nè perso tempo a vedere un film. Nelle loro vene scorrono €uri e per gli esami del sangue vanno in Banca dove si appartano coi Direttori.
. Sono quelli delle gite in pullman per potere dire che "là ci sono stato, e so come si vive o come si sta", quelli che al bar non ci vanno perchè costa e per evitare di sentirsi "leggere la vita". Selvatici.
Descrivevi chi sono è praticamente impossibile, dipende da troppi fattori. Di certo non un abitudinario e non so dirvi altro: riesco ancora a cambiare svariate volte al giorno, riesco ancora a sorridere. ad arrabbiarmi, a provare emozioni e non faccio nulla per trattenermi. Alla faccia delle esteriorità e delle convenzioni.
Perchè questo sito.
Perchè intorno a me vedo troppe cose che non vanno, troppi personaggi che non mi piacciono e agiscono come "unti dal Signore". Da cosa sento in giro siamo in tanti a mugugnare e troppo pochi ad alzare la voce.
Il Piemonte è la terra dei silenzi secolari, è la terra dei vinti, di quelli che,ancora oggi, lavorano e soffrono in silenzio. Nel secolo scorso tantissimi uomini hanno perso la vita nei vari conflitti, altri hanno perso gli anni migliori tra la seconda guerra mondiale e la Resistenza ( il mio nonno paterno 5 anni ed un piede, mio padre 12 anni e vi risparmio gli zii) per ritrovarsi con un pugno di mosche mentre ai "dirigenti" è andato il frutto di tante tragedie. I soliti noti, cambiato colore di camicia, hanno poi piazzato figli e nipoti inetti nei "posti" migliori. Molti di questi personaggi imperversano ancora oggi imperturbabili.
Altri uomini di queste colline hanno lavorato come bestie dagli anni '50 agli anni '80 senza tutele efficaci contro uno sfruttamento che non conosceva pietà. Sono loro gli artefici del "miracolo economico" che ormai è un lontano ricordo.
E tutto questo in silenzio, un silenzio assordante. Troviamo il termine "silenzio" in tutte le salse, non se ne può più: è ora di parlare, di alzare la voce, di urlare.
Abbiamo visto un certo Scalfaro tuonare "io non ci sto" e satva difendendosi da un ammanco di cassa mai chiarito del tutto. Qui le persone normali non hanno mai rubato nulla, semmai sono state derubate, hanno subito torti, sono state circuite ed offese ma non hanno mai pensato di svendere la loro dignità nè pensano di farlo ora. Sanno tutti che si è già, probabilmente, persa la guerra economica proprio grazie alle "dirigenze" suddette.
Anche qui, in questo piccolo paese, imperversano i soliti noti. Sono in pochissimi e la loro preparazione in termini di amministrazione e di governo non arriva a completare l'ABC. Nei loro curriculum c'è ben poco e la loro tensione, evidentemente, non va oltre le "prebende" derivanti dalle posizioni acquisite. Potrebbero spacciare come grandi idee anche soltanto i dettami del comune buonsenso: non lo fanno e continuano in un torpore insopportabile.
Per questo occorrerebbe rompere il silenzio, subito, ma, preso atto che non siamo in grado di farlo noi, sarebbe doveroso dar voce ai nostri figli e nipoti. Evidentemente la nostra generazione, oltre ad avere sperperato la ricchezza prodotta dal lavoro e dal sacrificio nostro e dei nostri padri, non ha saputo fare altro che inseguire tutti i feticci insani che ci hanno proposto..
Basta silemzio!