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I SALDI DI FINE STAGIONE DI PRODI (E VELTRONI)
Prodi è abituato ai saldi, ma solo se si tratta di aziende di Stato. Nei suoi affari personali non svende nulla anzi prende ricchissime consulenze.
Le società non gli mancano: Ase -
Oggi ha molti clienti importanti tra cui Goldman Sachs con un contratto miliardario (in euro). Se c’è di mezzo una società statale da privatizzare, eccolo che provvede alla svendita, possibilmente con trattativa privata.
Abbiamo assistito alle sue gesta con Alitalia appoggiato da Veltroni. D’altronde Alitalia faceva parte del patrimonio Iri che il sig. Prodi ben conosceva avendo già provveduto a smembrarlo per quattro soldi.
Ricordiamo che l'Iri degli anni 80-
Berlusconi gli ruppe le uova nel paniere e per questo pagò ed ancora paga caramente .
Fortunatamente per l’Italia, la guerra Sme si concluse nel 93 con la vendita a 2.000 miliardi di lire in più di quanto Prodi aveva concordato con l’amico De Benedetti.
La storia Alitalia i ricalca la vicenda Sme con un nuovo co-
Al posto della Sme ci mettiamo Alitalia, al posto di De Benedetti ci mettiamo Air France e il giochino si ripete in modo confuso, a trattativa privata, e veloce
passaggio di mano.
Berlusconi gli attraversa di nuovo la strada e i sindacati chiedono al centro-
E l'’oscura vicenda di Telekom Serbia che, scandali politici a parte, fece perdere all’Italia 500 miliardi delle vecchie lire?
Il primo inquietante esordio pubblico di Prodi avvenne nel 1978, nel corso del rapimento Moro. In quell'occasione Prodi, dopo aver partecipato ad una seduta spiritica, raccontò che bisognava indagare su Gradoli, pensando che fosse un paesino vicino al lago di Bolsena. Indicò due numeri, di cui uno si accertò poi corrispondere al civico della strada dove si trovava il covo in cui fu detenuto Aldo Moro.
E’ stato poi ministro di provata fede democristiana, uomo di potere durante quindici governi della Prima repubblica, nel pentapartito, nell’era Craxi e nei governi tecnici di Amato e Ciampi, fino al 1995 quando fondò l’Ulivo, diventando il leader, pro-
Tutto il resto è risaputo ma se volete approfondire ancora cliccando qui trovate alcuni particolari dal libro di D. Giacalone "Il grande intrrigo" PDF
Peccato che gli uomini dimenticano facilmente.

Per finire in bellezza: ricordiamo quando Prodi promosse la nostra entrata nell’euro (nessun giornale si premura di ricordarlo), vi erano forti dubbi sull'opportunità di entrare nella moneta unica per i due noti motivi: 1) perché il nostro debito pubblico era superiore al Pil (intorno al 110%) 2) perché quel nostro "difetto" ci veniva fatto pagare dagli amici francesi e tedeschi con un cambio lira-
Prodi credeva che l'euro sarebbe stato un ombrello per la nostra economia, invece è stato e continua ad essere una camicia di forza. Ora ne paghiamo le conseguenze, in una posizione di assoluta debolezza, perché non c'é crescita e, per nostra ottusità, non abbiamo fonti energetiche. Se l'euro dovesse mai naufragare per comprare un litro di benzina non basteranno 7mila lire? Perché nessuno lo dice ? Eppure i professori abbondano in Italia, anche se non capiscono ...niente.