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Considerazioni
L'Università, da quanto ricordo, ha sempre gareggiato con la "Mafia" in quanto a marciume. Da una parte i "padrini" e dall'altra i "baroni" a decidere tutto. In qualche caso queste figure si sono anche allegramente sovrapposte.
Sui concorsi interni (come nella quasi totalità dei cconcorsi in Italia) è meglio stendere un velo pietoso. Altro che merito: prima si sistemano figli e nipoti e poi si favorisce qualche "preferito" avviandolo al precariato.
Visto quello che sta succedendo viene da dire che ai nostri "bravi giovani" sta bene così. Altro che desiderio di studiare! Sanno anche chi comanda all'interno delle Università ma essere di sinistra fa ancora "fine", e, tutto sommato preferiscono che tutto rimanga così. Intanto c'è la generosa paghetta di famiglia e poi si ricorrerà agli amici per "il posto" o per la professione. Se tutto dovesse andare male ebbene c'è il precariato. Nessuno si prende la briga di spiegare loro che non potrà più essere così, che non servono a nulla le molteplici nuove facoltà, che è assurdo proporre più servizi in un Paese dove è la "produzione" che deve essere incrementata .
Chi dovrebbe spiegare queste cose preferisce soffiare sul fuoco della protesta e salire sui tetti, non con le maniche rimboccate ma col vestito sartoriale d'ordinanza. Se poi qualche esagitato esagera si tratta di una "ragazzata", un eccesso di esuberanza giovanile.
E' triste vedere questi giovani attaccare altri giovani che, meno fortunati di loro, sono lì a guadagnarsi il pane e fa rabbia sapere che ad attizzarne l'impeto sono quegli intelligentoni del 18 politico, quelli che fingono di non ricordare dove abbiano portato proteste violente come quelle che vediamo oggi.
Questi personaggi sono gli stessi che considerano il Parlamento un luogo sacro purchè al governo ci sia la fantomatica "sinistra", per questo motivo li rivedremo presto in piazza in allegra ammucchiata "in difesa della demokrazia". La loro, ovviamente.
Riproponiamo qui una immagine già utilizzata richiamando quanto scritto, in tempi non sospetti, a proposito della preparazione che gli studenti dimostrano frequentando le Scuole superiori italiane.
A riprova della manifesta ignoranza che deriva da insegnanti che hanno sbagliato mestiere, basta sentire come in proposito la pensano i dirigenti d'azienda.
Nei giorni scorsi abbiamo seguito attentamente le enunciazioni dei portavoce degli studenti in rivolta contro la riforma della Gelmini: abbiamo notato che la critica più feroce è riservata alla proposta di coinvolgere le aziende nei Consigli di Facoltà. Ne prendiamo atto ed evitiamo qualsiasi ulteriore commento.