A sentirli sono l’ultimo baluardo di tutela dei lavoratori, ma questo è solo un vivere nel passato, quando le organizzazioni sindacali nascevano spontanee, non avevano soldi ed erano rappresentanti dei lavoratori nelle fabbriche e nei posti di lavoro. Vivevano di offerte e di quote dei lavoratori, e certamente non avevano gli aiuti di Stato o i privilegi ottenuti man mano nel corso degli anni.
Prima il fascismo e poi è arrivata la repubblica ed i sindacati sono diventati organizzazioni potenti, una casta parallela a quella dei politici. Sono iniziati i privilegi in nome della "tutela dei lavoratori". Privilegi irragionevoli ed in contrasto rispetto alla filosofia della succitata "tutela dei lavoratori".
Intanto iSindacati hanno ereditato i beni dei sindacati fascisti, senza pagare nulla nè come prezzo nè come tasse su quegli immobili. Ovviamente nessuna ICI a seguire.
Cominciando dall'ICI ci viene in mente il Vaticano, ma, altro che Vaticano!. I sindacati hanno un patrimonio immobiliare immenso, ma non pagano un solo euro. Questo grazie ad una legge ad hoc fatta dal governo Amato nel 1992. Lo stato non può avanzare richieste nei loro confronti. Il danno per le casse statali è enorme. Pensate che la CISL dichiara di avere in Italia 5.500 sedi, la Cgil dice di averne 3.000 mentre la Uil dichiara di avere immobili il cui valore ammonterebbe a 35 milioni di €uro. Attenzione: si tratta di autocertificazioni non obbligatorie pertanto questi numeri qualche dubbio lo lasciano.
I Bilanci - Attualmente non è dato sapere a quanto ammonti il patrimonio delle organizzazioni sindacali che hannointeressi in diversi rami del sociale (volontariato, associazioni consumatori, fondi pensione ecc.). Infatti non hanno obbligo di bilancio nonostante ricevano consistenti contributi pubblici; nemmeno la Corte dei Conti li può verificare.
Settore Servizi - Questo settore è difficilmente comprensibile tante sono le attività e le norme che portano denaro pubblico nelle loro casse per attività che potrebbero e dovrebbero essere svolte dallo Stato e dagli Enti pubblici: ci riferiamo ai Patronati ed ai Caf.
I primi assistono i pensionati nelle pratiche previdenziali, i secondi assistono i lavoratori solitamente per la dichiarazione dei redditi e l’assistenza fiscale. Lo Stato paga (poco in verità) circa 330 milioni di euro/anno.
Sindacati e associazioni dei consumatori - La legge consente alle associazioni dei consumatori di costituirsi parte civile nelle azioni penali che coinvolgono i diritti dei consumatori e di aderire con interventi adesivi nei processi civili intentati a tutela dei diritti dei consumatori (vedi Parmalat) . Prevede anche una sostanziosa percentuale delle multe comminate dall’Antitrust.
5 per mille e Sindacati - I Sindacati godono del 5‰ dell’IRPEF, che va a favore delle associazioni collaterali al Sindacato.
Pensioni ai sindacalisti -. sindacalisti (e dipendenti dei sindacati e dei partiti), hanno ricevuto, a carico dello Stato, il versamento di contributi figurativi per i periodi non coperti da contributi. Ciò è costato alle casse dello Stato circa 30.000 miliardi delle vecchie lire, pari a circa 15 milioni di euro.
I delegati sindacali - L’attività sindacale è una.professione. I lavoratori che hanno permessi retribuiti per questioni sindacali sono circa 700.000, altri 2.500 sono distaccati al sindacato. Provengono dalla scuola e dagli enti locali; questi "lavoratori distaccati" non possono essere licenziati nè trasferiti. Tutti sanno che il Sindacato approfitta di questa norma per "parare il culo" ai facinorosi ed ai nullafacenti per impedirne il licenziamento.
Presenza dei Sindacati negli organismi pubblici - Gli ex sindacalisti sono come il prezzemolo, si trovano dappertutto: in parlamento, al governo, negli enti locali, nelle società partecipate, nelle camere di commercio e negli istituti di previdenza. Sono inoltree nelle fondazioni bancarie,nelle aziende partecipate, in quelle per i trattamenti rifiuti, dove godono di cospiqui gettoni di presenza.
Licenziamenti e Sindacati - Le organizzazioni sindacali sono i più strenui difensori dell’art. 18 che obbliga il datore di lavoro a licenziare il lavoratore solo per giusta causa o giustificato motivo. Se mai un'azienda licenziasse senza la presenza dei requisiti succitati, dovrebbe reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro, e risarcirgli il danno. L'art.18 non vale per i Sindacati, che invece possono sbattere fuori i propri dipendenti senza pericoli....
Sindacato e diritto di sciopero - La Costituzione prevede che lo sciopero debba essere regolamentato dalla legge (art.40).
Tale norma non è stata mai attuata. All’estero lo sciopero è regolamentato dalla legge e deve essere normalmente approvato con un referendum tra i lavoratori (diversamente è considerato inadempimento del contratto), in Italia il Sindacato usa lo sciopero selvaggio e politico come prassi ricattatoria nei confronti dello Stato.