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La Germania

La Crisi

Germania capta cepit ferum victorem (la Germania conquistata conquistò il barbaro che l’aveva vinta)  - Orazio.


E' curioso che un grande poeta romano, vissuto 2.000 anni fa abbia scritto questo. Evidentemente oltre che poeta è stato anche uno straordinario veggente.
Comunque, in questo momento di grande incertezza, anche il Bund tedesco non è più considerato un rifugio assoluto come l'oro, sicuro al 100% per gli investitori istituzionali e no. Il Bund a 10 anni rendeva il 2,90 %. Ora qualcosa è cambiato e rende soltanto più il 2,05%, e non ripaga più l'inflazione e, dopo l'ennesimo fallimento del vertice europeo dello scorso 9 dicembre, l'€uro è considerata una moneta più rischiosa. Il dollaro americano e la sterlina hanno riguadagnato in quanto a  fiducia  le loro posizioni.
La sfiducia nella moneta unica europea è dovuta alla mancanza di una regia comune per risolvere la crisi e l'ostinazione della Merkel ad opporsi agli Eurobond ed alla funzione di Tesoreria della Bancaa Centrale europea.
La crisi in atto è "di sistema" e non può essere risolta se non con il concorso attivo di tutti i principali Paesi della Comunità che dovrebbero portare davvero   Europa unita per rispondere meglio ai problemi portati dalla globalizzazione e dalla sfida internazionale.
La  Germania dovrebbe aprirsi alla soluzione della crisi abbandonando l'atteggiamento troppo protettivo che la Merkel e gli esponenti del mondo finanziario tedesco hanno mostrato e sostenuto fino ad ora al fine di ottenere vantaggi giocando sulle altrui difficoltà.

Gli esperti sostengono che questa politica perseguita dai tedeschi ed  alimentata anche da atteggiamenti anti-euro dei paesi meno virtuosi, sarà suicida in un contesto sempre più globalizzato. La Germania ha ragione a richiedere agli alleati dell’eurozona comportamenti seri e compatibili con un’effettiva integrazione non solo monetaria ma anche fiscale e finanziaria per pensare a strumenti di debito pubblico comuni. Tuttavia, deve capire che ogni posizione eccessivamente egoista potrebbe portare a conseguenze drammatiche sul piano economico. politico e, Dio non voglia, ancora peggiori.
E dovrebbe ricordare che la sua integrazione nazionale e l’attuazione all’euro secondo le sue logiche di governo sono state pagate da tutto il resto dell’Europa che accettò: la parità da loro fissata a 1 tra Germania dell’Ovest e dell’Est, i costi di ricostruzione della  Germania Est, la politica antinflazionistica e restrittiva della BCE anche in momenti di minore crescita; deve altresì ricordare che fu accettata anche la sua decisione di derogare al patto di stabilità quando ritenne necessario farlo per i propri equilibri.
Per questi motivi la Germania, pur tenendo la barra a dritta verso il risanamento economico e finanziario, dovrebbe essere più aperta alla soluzione dei problemi che attanagliano i paesi oggi in difficoltà.
Sarebbe certamente più utile per tutti ma, è risaputo, la riconoscenza e la solidarietà non contano nulla in economia.

Ricordiamo che la Merkel fu la delfina, o la balena , di Helmut Kohl e, quando questi andò in difficoltà, lei non esitò a schierarsi per allontanarlo.
La  riconoscenza non è in lei, del resto no fa parte del bagaglio di nessun politico. Se pensiamo ad altri personaggi "donna" importanti, il nostro pensiero va alla Margaret Thatcher.
Entrambe, usando una definizione di Berlusconi che indubbiamente è un esperto "non scopabili".
(n.d.r.

La  “virtuosa” Germania ha, negli ultimi mesi,  tolto all’Italia il terzo posto come paese più indebitato del mondo.
«Il debito pubblico tedesco è infatti aumentato di colpo nel 2010 di ben 319 miliardi di euro. Si è innalzato così a 2.080 miliardi, primo debito europeo ad andare oltre la soglia dei 2mila miliardi, sorpassando alla grande quello  italiano.

Quello tedesco è dunque diventato il terzo debito pubblico lordo più alto del mondo in valore assoluto, scavalcando di 236 miliardi quello dell'Italia, sceso così al quarto posto». Finalmente una sconfitta che accettiamo sorridendo....Anche noi abbiamo molto "goduto" alla notizia.
Certamente avrò goduto anche Tremonti: come a dire “mal comune, mezzo gaudio”.
Purtroppo gli analisti possono continuare a spernacchiarci:  tra i fondamentali economici della Germania e quelli dell’Italia ci sono differenze macroscopiche.
Il nostro debito pubblico non è esplosivo solo per il suo ammontare, ma per sua natura.

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