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Il Paese dei balokki di Massimo Gramellini
In replica alla proposta della maggioranza governativa di rinviare a ottobre l'inizio dell'anno scolastico,la Rete degli Studenti Medi -
Ragazzi, non ci sarà un'acca di troppo? Piccola dritta: non è la seconda, nonostante in molte lettere, anche di adulti, ci sia spesso qualcuno che "à detto" o "à fatto" qualcosa.
Prima che mi tacciate di passatismo, vorrei fosse messo a verbale che non ho (ò?) nulla contro le innovazioni linguistiche. Nell'Ottocento i giornali scrive vano China e chinese. Poi quell'acca si è persa e molti si chiedevano dove fosse andata a finire. Ma ora che è rispuntata nel vostro comunicato siamo più tranquilli. Insomma, fino a un certo punto. Bisogna mettere delle pezze hai disastri: su questo havete ragione. E il disastro più disastroso è che la scuola habbia abdicato alla sua funzione di base: insegnarci a scrivere e a parlare in modo corretto. Mica per altro: è che chi parla e scrive male, pensa male. E' come uno che esce di casa con le scarpe slacciate: magari cammina per qualche metro, però prima o poi cade. Su tutto il resto si può discutere. Ma se non ci mettiamo d'accordo almeno sull'alfabeto, finiremo col non capirci più un "acca".
La polemica sull'argomento è molto vivace con la sinistra, ovviamente, in disaccordo col Ministro Gelmini.
Quando si parla di "sinistra" vengono in mente i personaggi come D'Alema, quello di "ma vada a farsi fottere" ad un giornalista e Bersani, quello che riassume il contrasto con la Gelmini con "abbiamo insegnanti eroici e la Gelmini rompe loro i coglioni". Bravi entrambi: 7+.
Loro vogliono la "quantità" di ore, la quantità di insegnanti, di materie e quant'altro, la "squola" a tempo pieno e determinato soltanto se in contrasto col Ministro berlusconiano, magari anche di notte per dar modo ai genitori di parcheggiare i loro pargoli stando.. tranquilli.
Di quello che dovrebbe essere l'insegnamento e, sopratutto, degli scolari non si curano. (Volendo parafrasarli verrebbe bene un'espressione molto più colorita).

Preso atto di così alti e fulgidi esempi, sopra Vi propongo un disegno di Brueghel del 1556: la didascalia sotto l'immagine recita all'incirca così: "E' inutile mandare un asino a scuola, non sarà mai un cavallo".
Purtroppo, ai giorni nostri, vediamo troppo spesso asini che alla corsa battono i cavalli. Che dite?
A scuola si sono tutti molto premurati di metterci "in fila per tre" come bene canta Bennato, per altri era molto importante la nostra educazione: il video sotto, con la voce di Luigi Tenco è del 1960.
Sono passati tanti anni, i libri di testo si sono moltiplicati al punto di caricare i bambini come muli, un esercito di insegnanti si impegna nei soliti esercizi retorici, la storia è sempre e solo quella scritta dai vincitori e....beh per oggi mi fermo qui. Parlano i video, per me continuano i video...