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I politici

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I nostri politici sono educati alla cultura dello spreco, considerano diritti inalienabili di ruolo e potere quelli che per tutti gli altri sono privilegi. Sanno benisssimo che la crisi sta ridimensionando lo stile di vita di molte altre caste. Ma loro sperano di essere immuni dalle forbici e dai sacrifici. Non si lamentano come artisti, musicanti e attori. Non salgono sui tetti come i ricercatori universitari. Molti di loro si sentono precari, ma fanno in fretta ad accumulare pensioni. I politici non hanno bisogno di lamentarsi dei tagli. Sono l’unica categoria su cui la crisi è passata come una carezza.
Tutto ciò non basta: c’è la crisi. L’opposizione dice che va tutto male. Gli italiani, ci dicono, non arrivano alla terza settimana del mese. Anzi, forse alla seconda. Le famiglie non hanno i soldi per comprare il latte ai propri bimbi. E’ un dramma incredibile.
E infatti, alla Camera viene depositata una proposta di legge, firmatario Ugo Sposetti del Partito Democratico (ma poi ha raccolto altre firme bipartizan), per aumentare i rimborsi elettorali ai partiti.
Vuole 345 milioni di euro, da destinare a tutti i partiti che hanno superato l’1 per cento all’elezioni. Perchè per Sposetti i soldi ai partiti non sono abbastanza: “dire che sono troppi significa tagliare i soldi ai partiti“. E lui non ci sta. In effetti, per le sole elezioni del 2008, il Partito Democratico ha ricevuto “soltanto” 180.000.000 di euro di rimborso (Il PdL 206, la Lega 41, Di Pietro 22, l’Udc 25. E pensate, il Movimento per l’Autonomia di Lombardo ben 5 milioni. Il Psi 2,5). Sono spiccioli, se ci pensate bene….
Ma la motivazione di questa proposta ha dell’incredibile. Perché il Pd vuole aumentare i rimborsi elettorali? Risponde sempre Sposetti: “Per battere Berlusconi, altrimenti ce lo teniamo altri 20 anni, lui è un imprenditore miliardario”. Abbiamo capito.

Seguito
Da una parte i "cittadini"  che cercano caparbiamente col loro lavoro quotidiano di tenere in piedi la baracca e dall’altra i loro rappresentanti che nulla fanno per liberare l’Italia dalla melma. Continuano imperterriti,   malgrado la attuale situazione  col loro  bla-bla-bla rissoso ed inconcludente ad allontanarci dal resto d’Europa, senza un minimo di vergogna.
E’ difficile capire dove vogliano portarci, a quali leggi obbediscano e perché non affrontino i problemi di fondo  che sono evidenti a tutti ma continuino una politica insulsa e incancre­nita da scontri personali spesso grotteschi in un clima di guerra privata continua.
Si comportano come “i padroni” di quei palazzi romani di cui sono soltanto ospiti: dovrebbero ricordarlo quali rap­presentanti da noi eletti, invece agiscono con arroganza e disprezzo anche per chi li ha votati. Questi atteggiamenti sono diventati i segni caratteristici dei politici italia­ni. La presa per il culo, ed il glissare i drammi del quotidiano di persone sempre più numerose li hanno portati al loro regale disprezzo per la dignità altrui. Diventa tutto roba loro, sopratutto il buono del pubblico che diventa privato.
Il loro modo di fare li ha portati ad uno scollamento sempre più marcato dal nostro mondo fatto di normalità, mondo che mostrano di ignorare o di soppor­tare con fastidio. I poteri della democrazia vengono utilizzati per scopi personali in maniera “ più moderna”.
Noi li vediamo come si trattasse di un film: attendiamo l'ennesimo colpo di scena erotico e, più spesso, pornografico. Li osserviamo mentre si fanno la guerra: i media che ci parlano soltanto dei festini, delle case, dei processi, rimestando la melma: altro che macchina del fango, è da tempo che sono in azione gli spandi-letame. Mai che ci raccontino del “quotidiano” evidenziando il nostro e quello dei nostri “alieni”ma ci raccontano tutti i micro dettagli della soap opera e tralasciano il resto. Veniamo così a conoscere tutti i particolari pic­canti, le scappatelle, le mogli "rottamate" e sostituite dalle veneri di turno.
Provate ad analizzare un qualsiasi telegiornale: 15 minuti di bagatelle , altri 15 dedicati ad Avetrana (ultimamente ad Ascoli). Da questo normale svolgersi delle cose ci svegliamo quando l'ingiustizia ci tocca personalmente ed allora reagiamo inveendo contro gli alieni: solitamente lo facciamo al bar, è troppo scomodo arrivare a Roma con una verga di frassino! Questo è il nostro errore!
Gli alieni ci accusano di lassismo, di poca partecipazione asserendo che loro non sono altro che il riflesso della Società: non possiamo accettare questo tipo di critiche quando, prima di votarli, non abbiamo possibilità alcuna di interferire nelle scelte dei loro “padroni del vapore”.
I nostri rappresentanti per i loro litigi sul palcoscenico romano ci costano un mare di quattrini ed a noi proprio non interessano i loro quotidiani litigi. Non se ne rendono conto.
Per questo motivo li chiamiamo ALIENI.

7 agosto 2011


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