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L'Unità d'Italia
Ogni occasione è buona per festeggiare in Italia: qualsiasi cosa da una vittoria della nazionale ad un compleanno di zia Maria ed anche la cosidetta "Unità" ha trovato tutti d'accordo.
Non importa se qualcosa non va (a cominciare dalla data che non per tutte le Regioni coincide col 1861), se ogni giorno assistiamo a fenomeni di campanilismo che nulla hanno a che fare con la retorica dell'unità.
Si fa finta di niente quando anche Umberto Eco, Baima Bollone ed altri scrivono di episodi molto oscuri che hanno a che fare con quanto effettivamente successo in quegli anni che oggi tutti dovremmo festeggiare. La storiografia ufficiale insiste, i testi scolastici continuano a fare politica e a falsificare quanto man mano è venuto alla luce.
Si continua a magnificare l'operato di un Saboia di fronte al quale Berlusconi, in quanto a moralità, è soltanto un fiorellino.
La regione Piemonte ha provveduto a ripristinare il primo "lager" della storia moderna: fu proprio in quei tempi che nacque in Val Chisone il forte di Fenestrelle dove il Generale Cialdini manifestò appieno la sua personale ferocia unendola a quellla del Saboia, una ferocia mai eguagliata, nemmeno da Hitler e c. I monumenti eretti a questi tristi personaggi sono ancora sulle nostre piazze a dimostrazione di quanto anche la verità storica possa essere falsata e stravolta.
Sarebbe mollto istruttivo, in proposito, andare a leggere il materriale proposto sul sito: http://www.brigantino.altervista.org/
Non vedo poi cosa io debba festeggiare dopo che ho avuto un nonno che per questa "unità" ha dato 4 anni di vita ed una gamba, un mio zio che è ancora in Russia per una vacanza invernale, mio padre che ha dovuto lasciare il moschetto dopo 14 anni di vita passati girovagando per Albania, montagne Cuneesi e colline di Langa. Io stesso sono stato obbligato a perdere 17 mesi di vita per un inutile servizio di leva impostomi per giustificare il "lavoro" di tanti ufficiali (quasi tutti poi collocati a riposo come "generali").
Non soltanto: successivamente ho dovuto lavorare oltre 6 mesi/anno per versare puntualmente quanto mi era richiesto: questo mi è durato per tutta la mia vita, senza lasciarmi il tempo per il problema vacanze.
In tutto questo, davvero, non trovo alcun motivo per fare festa.
Questa festa è soltanto retorica: sento Napolitano che non può sottrarsi all'entusiasmo "unitario" (se non altro per la sua posizione unita all'appannaggio) e mi sento tranquillo. Vorrei chiedergli come mai in passato abbia condiviso la dottrina di un partito che predicava "l'internazionalismo", altro che l'unità nazionale, e come abbia potuto cambiare radicalmente il suo augusto pensiero. La stessa domanda pongo a chi ne condivide oggi gli sbandierati ideali: signori miei se desiderate un giorno di vacanza allora abbiate coraggio: fatelo e pagatevelo.
Personalmente, per i motivi sopra esposti e per innumerevoli altri, credo di essere esentato dai festeggiamenti rituali e di potere essere sodale con chi, qui a Costigliole ed in tutti i paesi d'Italia, continua la sua vita di sempre fatta di lavoro e di fatica.
Già che siamo in tema mi chiedo anche per quali motivi manteniamo su alcune delle nostre piazze i monumenti a questi personaggi che non sono un esempio per nessuno.