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I debiti

La Crisi

John Adams,il 2° Presidente degli Stati Uniti viene ricordato per aver dichiarato: “Ci sono due modi per conquistare e schiavizzare una nazione. Uno è con le spade, l’altro è con il debito”.
Oggi le maggiori conquiste avvengono sul campo di battaglia del debito, una guerra che sta imperversando a livello globale. Il debito costringe i cittadini a cadere nella schiavitù finanziaria nei confronti delle banche e costringe i governi a cedere la sovranità ai creditori, che alla fine sono banche private, artefici di tutto il denaro non in contanti odierno.

Dagli anni'60 i consumatori hanno preso sempre di più soldi in prestito, altrettano hanno fatto le imprese: i primi per aumentare il loro tenore di vita e le seconde per espandere le loro attività. Nel frattempo si è inserita nel campionario una nutrita schiera di "imprenditori finanziari" che prendeva soldi in prestito per poi investirli con un rendimento maggiore. Da quegli anni i debiti hanno cominciato a correre più dei redditi fino all'attuale disastro economico mondiale. Come esempio basta citare quanto successo in America dove il debito dei privati è passato dal 50% del Pil degli anni '50 all'attuale 300%.
Nel frattempo è cambiata anche la mentalità comune: ai primi dl '900 chi non onorava i debiti finiva in carcere poi è arrivata la mentalità del "compra subito e paghi poi" (vacanze e funerale compresi). Una filosofia diversa che ci ha portato nella attuale situazione: restituire le rate di un debito è un "optional" perchè la colpa dei mancati pagamenti è del creditore che ha prestato soldi senza pretendere adeguate garanzie.

Prodi,  ha fatto promulgare una legge  che impedisce ai creditori di vendere le strutture delle aziende decotte e fallite per rientrare, almeno in parte, dei loro crediti o investimenti; altrettanto hanno fatto in America dove aziende nascono e chiudono nel giro di pochi giorni. Il fallimento è diventato come una piccola cicatrice sulla guancia da esibire con orgoglio (una specie di "mensur" degli ufficiali tedeschi).
Queste leggi fanno restare sul mercato aziende putrescenti (pensate alla Alitalia) che sono lì a succhiare ancora denaro.
In questa corsa al debito nessuno e nessuna azienda ha potuto eguagliare le Banche dove il Capitale/Debiti ha assunto, col beneplacito delle leggi, dimensioni clamorose. Era consentito ridurlo al 15% senza calcolare quale effetto moltiplicatore poteva creare una normativa del genere. Insomma prendi denaro a prestito, compra titoli e vai pure a rilassarti aspettando che aumentino i prezzi.
Sono nati i "fondi edge", le "private equity"ed altre diavolerie inventate dagli ingegnieri della finanza creativa con la benedizione e l'appoggio delle autorità delle banche centrali, governative, regionali ecc. sopratutto di sinistra perchè così il "capitalismo veniva aperto alle masse".

Inqualificabili, ignoranti e ignobili individui, intellettuali "sinistri" laureati a Roccasparvera che incoraggiavano ad indebitarsi sempre più; se un pò di crisi si affacciava eccoli tutti pronti a fare tagliare gli interessi. Si creava così un circolo vizioso: ad ogni giro i debiti aumentavano troppo ed eccoti le banche pronte ad abbassarti gli interessi fino all' 1% della fine 2007/2008 quando qualcuno a cominciato a preoccuparsi che i debiti non sarebbero mai stati ripagati.
A quel punto ecco stringersi la cinghia dei crediti.
Resta il problema di pagare i propri debiti: intanto gran parte sono stati trasferiti dal privato al pubblico (tutti i Governi sono intervenuti massicciamente per sorreggere le Banche) ma in futuro occorrerà trovare sempre nuove risorse, il debito dovrà essere protratto per avere la speranza che possa poi essere onorato. Una gran parte del debito privato è garantito da beni mobili ed immobili il cui valore che in parte è già calato, potrà ridursi ancora.
Tutto questo potrebbe innescare una corsa al ribasso con i debitori costretti a vendere.
Intanto le Banche cercano, per di aumentare il rapporto capitale/indebitamento, i consumatori debbono pagare tasse più alte, le aziende stentano a trvare il denaro per nuovi investimenti e i governanti dovranno generare crescita. Come quadrare il cerchio???

E' nostra opinione che dovremo pensare tutti alla casa come luogo per viverci e non più come investimento speculativo. Per ngli imprenditori sarà sempre più dura: sono costretti, oggi, ad indebitarsi troppo anche soltanto per aprire l'attività oltre che a perdere opportunità a causa di una sfilza di adempimenti burocratici che tolgono voglia e ..respiro.
Non saranno più consentite neanche all'America guerre senza senso tanto per favorire la sua industria bellica. L'America ha però una popolazione giovane e questo è un elemento importantissimo.
L'Europa è oggi molto simile al Giappone che da oltre un decennio tenta di uscire dalla morsa che gli crea la sua  popolazione anziana e da un debito molto alto. Nella nostra situazione i migliori giovani emigreranno in massa in paesi dove potranno trovare condizioni migliori.
Se l'economia ristagna che potranno fare i Governi Europei?
Le strde percorribili non sono molte: o tagliare il valore reale delle pensioni o dichiarare fallimento senza più pagare i debiti. Lo hanno già fatto paesi con grandi risorse naturali come Russia, Argentina e altri.
Sopratutto l'Europa  DEVE fare riforme strutturali con la priorità di aprire ai giovani e facilitando chi vuole fare impresa. Deve inoltre o abolire del tutto gli anacronistici "ordini" o, quantomeno, cancellarne i privilegi.
Nell'economia mondiale se alcune popolazioni risparmiano, altre si indebitano, come si trattasse di una sorta di bilancia: oggi i paesi "emergenti" come Cina, Brasile, India ed altri fanno quello che si faceva anche da noi: risparmiano mentre noi "modernizzati" continuiame ad aumentare i nostri debiti anche se a ritmi più moderati di prima ( ricordate i tempi del CAF???).
Ridurli sarà un processo lunghissimo e molto doloroso: dato che ancora si vota tutti se la prenderanno col "governo ladro", con le spese della politica, cogli immigrati che arrivano a rubare posti di lavoro e sarà molto difficile dire la verità a persone che vivono di calcio e di fiction e d ignorano completamente tutto il resto, numeri compresi.
Purtroppo toccherà a tutti pentirsi e rimediare:  40 anni passati ad indebitarsi per realizzare anche il desiderio più stupido non si cancellano in poco tempo: il debito è ora diventato "IL PROBLEMA".

Dove ci portano i debiti: tutti siamo nati liberi, ma crescendo, con la nostra prima carta di credito, abbiamo fatto il primo passo verso la schiavitù, la schiavitù dei debiti. Abbiamo poi comprato una casa o un alloggio col mutuo: ci siamo così indebitaati per una cifra pari all'ammontare del nostro reddito per decine di anni. Se anche una  persona morigerata  vive senza indebitarsi resta anch'essa schiava della sua parte del debito nazionale sul quale non ha nessun tipo di controllo.
Per anni e anni la Cina e i paesi produttori di petrolio hanno ammassato enormi quantità di denaro che man mano prestavano ai paesi che compravano da loro. Banche e Società pareva scoppiassero di salute, l'economia cresceva e tutti potevano onorare i loro debiti (che crescevano a dismisura anch'essi). Guadagnavano tutti debitori e chi prestava il denaro. Tutti euforici e guai a chi si opponeva all'andazzo: veniva tacciato di disfattismo. L'economia recede? Basta aspettare che i governi aumentino il loro deficit per far aumentare i consumi! Ed ora?

La festa è finita: ci si accorge che il rapporto DEBITO/PIL ha assunto proporzioni clamorose; pensate che in Irlanda è del 700% ed in Islanda del 1200%. Senza arrivare a questi eccessi di pura follia anche l'Italia con l'industria regolamentata, con la forza lavoro non competitiva, con un sistema pubblico costosissimo ed ingessato può ancora permettersi un modello di vita basato sul debito e su un sistema pubblico sempre più costoso? Certamente no: occorreranno sacrifici enormi da parte di tutti: meno sanità, più tasse, meno scuola ecc. ecc col rischio di grandi sommovimenti (vedi la Grecia).
Tutti ma specialmente i nostri figli e sopratutto i nostri incolpevoli nipoti dovranno combattere una durissima battaglia fra il pagamento dei nostri debiti caricati sulle loro spalle e la necessità di progredire (senza ulteriori indebitamenti).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

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