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Discredito

Le Banche

Le banche: nate per favorire l'impresa e quindi il benessere, si sono trasformate in enormi divoratrici dei soldi dei contribuenti. E quello che sta succedendo in queste ore sui mercati le rende ancora più impopolari.

Insaziabili come i grassoni in marsina disegnati da Grosz negli anni Venti o poveri cristi col cappello in mano in cerca di 100 miliardi di euro (108, secondo l'ultima stima, ma c'è chi dice 200) per tenere in piedi le loro disastrate botteghe , prima che prendano fuoco e brucinotutta l'economia continentale? Visti dai contestatori di  Wall Street o dai governi che continuano a dargli soldi, i banchieri non sono mai stati così screditati.

Gli scandali si susseguono: l'ultimo scandalo, quello della banca franco-belga Dexia, salvata già una volta a spese del contribuente e ora statalizzata con 4 miliardi di euro, è - più che un campanello d'allarme - una campana a morto. Inutile imboccare l'opinione pubblica con qualche dolcetto. I tentativi di imporre regole, rigore, limiti etici, al rischio che le banche amavano intrepidamente affrontare, vengono tranquillamente aggirati con un gioco di lobby. E in questo mestiere le banche francesi sono all'avanguardia. Soltanto due anni fa un banchiere francese andò a Washington per convincere il capo del Fondo monetario di allora, Dominique Strauss-Kahn, che le sue preoccupazioni sulla salute del sistema bancario europeo erano infondate. Ci è riuscto ritardando la messa in campo di misure di emergenza.


Le tre maggiori banche francesi, Bnp, Crédit Agricole e Société générale sono tra le cause della crisi che ha paralizzato il sistema  bancario europeo.  Dexia è intanto fallita, e la francese oggi a capo del Fmi, Cristine Lagarde ritiene che le banche europee si devono mettere in cerca di 200 miliardi per rafforzare il loro capitale.
Chi li pagherà: a pagare saranno ancora una volta i contribuenti, (accettiamo scommesse).
Un fiume di denaro pubblico è già sfociato nei forzieri bancari: tra settembre 2008 e la fine del 2010 nell'Europa a 27 i governi hanno messo a disposizione sistema creditizio  4.285 miliardi di euro. Non è bastato.


Oggi tiene banco il debito greco:.la Francia ha 92 miliardi di dollaridi crediti , la Germania 69 miliardi (contro i 20 per il Regno Unito e i 43 per gli Usa). Tutti bavevano comprato per i tassi più che favorevoli.
"La verità è che, secondo i criteri di Basilea 2 (adesso aggiornato in Basilea3,) acquistare titoli del debito pubblico non comportava aumento del rischio per le banche". Poi tutto è cambiato, e il rischio di default di Atene diffonde il panico.
Oltre che di titoli greci le banche si sono imbottite di bond del debito pubblico un po' di tutti i paesi. Salvarle vuol dire salvare gli Stati. Un dramma decidere il da farsi.


Trovare i capitali necessari, per le banche da sole, non è facile. Gli investitori  non si fidano, hanno già fatto molto: dall'inizio dell'anno ha scucito per aumenti vari più di 47 miliardi (7 miliardi per Intesa, 16 per Commerzbank).  interventi statali". Oggi è toccato alla  Francia, ma anche la Germania potrebbe perdere la tripla A.
I più grandi investitori americani hanno già tratto le conseguenze: da maggio a settembre, calcola l'agenzia Fitch, i fondi americani hanno ritirato dalle banche tedesche il 25% dei loro investimenti.
L'economia tedesca sembra ancora funzionare ma i risparmiatori tedeschi sono preoccupati  per la crisi delle banche: Commerzbank oggi vale in Borsa sugli 8 miliardi, 17 in meno di quattro anni fa. Peggio ancora  Deutsche Bank valutata sui 25 miliardi, ma ne valeva oltre 60.

Non crediamo che occorra svenarsi per le banche
Le resistenze delle banche sono comprensibili:  il capitale costa caro, e spesso comporta  il cambio del gruppo di controllo.  Più grave è che minaccino effetti disastrosi sulla crescita e che si prevedano, ulteriori riduzioni del credito per le imprese.
Già, ma a chi deve intervenire? "Prima dovranno intervenire i privati, solo dopo lo Stato, e infine il Fondo", spiegano gli esperti riferendosi alla Grecia.  (Mahhh).

"Le banche grosse sono molto pericolose", concorda un banchiere imnportante perchè operano in ambito internazionale.  Già, concordiamo, pienamente!




Apprendiamo come Anche la Francia sia stata "declassata"
Le nostre banche italiane intanto si possano dividere gli oltre 100 miliardi di €uro appena ricevuti dalla BCE al tasso speciale del 1%. Si era parlato di una possibile riapertura dei crediti ai piccoli industriali, agli artigiani ed ai commercianti pper favorire ua crescita ormai improcrastinabile del nostro paese. Ebbene, hanno deciso di tenerli in cassa e di investirli (forse) in BTP al 7%.


Tale decisione è VERGOGNOSA (tanto per usare un eufemismo).


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