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Banca d'Italia

Le Banche

E’ credenza comune e normale che la banca d’Italia sia di proprietà dell’Italia, sia di noi italiani tutti, ebbene: niente di più falso. La banca d’Italia è “proprietà privata”e , di seguito, vi offriamo l’esatta geografia delle Banche azioniste con le quote relative.
L’elenco è aggiornato a fine 2008, un po’ datato, ma credete, non è facile ottenerlo. La Banca d’Italia è
..cosa loro.
L’elenco che vi sottoponiamo è ripreso dal sito: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/

Eccovi l'elenco delle Banche proprietarie della Banca (cosidetta) d'Italia con le relative quote  di partecipazione. Scaricate il PDF.


La Banca è un istituto di diritto pubblico, secondo quanto previsto dalla legge bancaria del 1936, tuttora in vigore limitatamente ad alcuni articoli. La cassazione lo ha ribadito nel 2006, affermando che la Banca d'Italia "non è una società per azioni di diritto privato, bensì un istituto di diritto pubblico secondo l'espressa indicazione dell'articolo 20 del R.D. del 12 marzo 1936 n.375". la proprietà può quindi essere di soggetti privati, la gestione ha un ruolo pubblicistico, come compiti e poteri.

E' curioso osservare che "per preservare l'indipendenza dell'istituto dal potere politico,  è previsto che le azioni della Banca d'Italia possano appartenere solo a banche, assicurazioni ed enti pubblici economici (ad esempio l'INPS). Tale situazione è da molti considerata un'anomalia foriera di possibili conflitti di interesse, poiché i partecipanti al capitale della Banca comprendono anche le banche sul cui operato la Banca d'Italia è chiamata dalla legge a vigilare.
Insomma i controllori controllano se stessi.
Secondo lo statuto il potere dei partecipanti riguarda l'approvazione del bilancio e la nomina del Consiglio Superiore, al quale vengono solitamente eletti esponenti del mondo dell'economia e dell'industria, e non formali rappresentanti delle banche. Il Consiglio Superiore svolge funzioni amministrative, e partecipa con ruolo consultivo (ma vincolante) al processo di nomina del Governatore, che dirige le attività di vigilanza insieme al resto del Direttorio.

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